domenica 30 settembre 2018

ANTONIO SCURATI "M" (Bompiani) - (pre recensione)

quando ho letto nel romanzo "M" il nuovo libro di Antonio Scurati (Bompiani) questo passo scritto da Mussolini nel 1919, non ho potuto non pensare a Domenico Modugno, che nel 1958, 40 anni dopo, da del suo volare l'Inno d'Italia il canto che accompagna la composizione di una comunità che vuole spiccare il volo, che vuole espandersi, che ha fame di generare la propria vita il proprio destino.
Così promise Mussolini, anche se con questa prosa ipertrofica, ma sapiente, e solo pensando a questo, immagino come abbia fatto nel profondo a spostare l’attenzione crescente delle masse italiane (anche se non plebiscitaria certo) dal salario (tema centrale del biennio rosso del dopo guerra) all’identità, ad una sorta di "agonismo utopico".
Al sogno, si diciamolo, che c’è nel Volo di Mussolini come ci fu in “Volare “ di Modugno.
Modugno canta, è il popolo che canta, non ha bisogno di proclamarlo, allarga le braccia come aveva fatto in qualche modo Pio XII a San Lorenzo, colpito dalle macerie dei bombardamenti aveva allargato le braccia aveva guardato in alto, verso dio e il cielo di bombe.
Quello del papa doveva essere un segno di fede in Dio, Modugno canterà poi la pace e la fede di tutti in loro stessi, della comunità di un paese che ora cresceva, nuovo. Mussolini promise la fede in Lui medesimo come Dux.
E sempre più gente in tutta Italia come in piazza Venezia, allargarono le braccia , sognando di volare. In tutti, sempre un gesto, da palco, come quello di Fabio Bonetti che non a caso alal fine del periodo d’oro del paese gli anni 80, scelse “Volo” come cognome..
Sono a pagina 120 del nuovo libro di Scurati. E questa non può essere una recensione.Ma al momento mi pare molto bello e considerando che la prosa va come un treno, non credo rallenterà – inoltre impianto, struttura, stile mi paiono azzeccati, necessari, soprattuto il corpo a corpo tra la prosa di uno scrittore di oggi e la scrittura di migliaia e migliaia di documenti speso giornalistici e letterari soprattutto quelli di questa prima fase dal 1919, anno da cui prende avvio il racconto di M.
Scurati ha saputo “ridare voce” a questi testi, una interesante operazione (sia metacritica che metaletteraria) e che sta appena dietro la novità più eclatante: tentare per la prima volta un romanzo con Mussolini come protagonista (ma di fatto è un romanzo corale, diciamo che M è il corpo centrale, alla lettera.)

Mi sembrano queste la novità e la bellezza stilistica di questo libro che si legge facilmente nonostante la mole di 800 circa.
Ci sono molti punti, illuminazioni storiche dentro questo racconto di Mussolini e del fascismo da dentro, che allungano le ombre in avanti e lo sguardo all’indietro, nel tempo, nella storia.
Il passo del volo è significativo del cuore vitale del romanzo e del propulsore della storia di "M".
, Volare è l'ardimento e la prova di superamento dei propri limiti, tanto mitica e al tempo stesso modernissima. Era nella poesia dei futuristi, D'Annunzio di Fiume e Mussolini, il primo capo di stato a guidare il proprio aereo. (Geniale la scelta e ottimamente raccontata dell’arrivo ad un’assemblea del fascio con la tuta sporca da pilota e l’inizio del discorso “sono appena atterrato..”
Questo fu Mussolini e chiunque vinse dopo (l’Italia di Volare, collettivamente) – e vince ora – ovvero la propulsione delle proprio ingresso nella storia quasi come un volo. E questo libro “M” di Scurati In qualche modo ci restituisce.
Marx diceva che la violenza è la levatrice della storia e Freud in qualche modo né mise a punto una teoria generale di scontro di pulsioni, in noi come nella storia della civiltà.
Ecco, a differenza di tante analisi storiografiche o - oggi - politiche, la letteratura coglie con le sue armi fuse a una dettagliatissima documentazione storica (che fa si che tutto quel che viene detto e narrato sia tratto da documenti anche se poi rifuso nello svolgimento diegetico) un elemento chiave di come funziona la Storia. Almeno questa.
Scurati non si inchioda, anche se antifascista, alla riflessione né storica né tanto meno ideologica, è il battitore libero da scrittore del cuore segreto del Fascismo, della sua esplosione e contagio rapido, fino agli osanna degli anni 30.
Ecco la cultura di sinistra ha saputo riconoscere questa forza solo dopo negli studi o nella letteratura nel cinema, ma mai DURANTE ma quando c’era da battere la carne e fottere la Storia. E nel guardarsi fottere la Storia medesima.
Sarà sfracello, ma per lo meno si muove. Vola. Mussolini fa, anche se non sa. All’inizio non lo sa dire a parole e questo Mussolini, figlio del secolo anche in questo, figlio mallevado culturalmente e non solo da un'amante, l'ennesima, dalla grande giornalista e scrittrice Margherita Sarfatti, che fa da levatrice delle sue doti, lui, con questa capacità di essere figlio e al tempo stesso avere l'intelligenza emotiva, pre-linguistica generare, di fecondare e fottere la storia, di sapere che fare storia è essere questo marciatore che va tanto veloce quanto i cambiamenti, che entra nell'esistenza collettiva, ma come pure Modugno biologicamente, con il fgesto con il corpo, prima del boom, col sorriso di Volare, lo sguardo al cielo, finalmente che si guarda Blu dipinto di blu e senza bombardieri.
il fascismo stato più rapido più veloce della sinistra. Una lezione per oggi.
Antonio Scurati anche fa un gesto più veloce del suo ragionare, almeno lo ha fatto: ha deciso di fare come Tolstoj, che conobbe Anna Karenina – un personaggio ispirato a un fatto vero “mentre la scrivevo” disse il grande romanziere russo.
E Scurati ci chiama a liberare no nsolo il giudizio, ma anche la lettura, il passo della prosodia, l’aggregarsi dei significati, dei documenti, delle narrazioni, con più velocità di quanto possiamo pensare come lettori (ma perché mi devo leggere 800 pagine su mussolini?) Perché è la storia di un uomo che ha imparato a scrivere la storia facendola. Mussolini, ma in qualche modo pure Scurati.

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