giovedì 24 maggio 2018

POSTORINO, JANECZEK, GRANDES, tre scrittici da leggere

ho avuto il piacere di presentare a Torino Almudena Grandes e  il suo nuovo romanzo "I pazienti del dottor Garcìa" #guanda  È un libro molto bello, ed è bello tanto quanto altri due libri che ho letto di recente, e tutti e tre ognuno a suo modo, ma con tante coincidenze raccontano la storia, la grande storia del 900. Non mi piace dire che ci sia una scrittura femminile, se pure è necessario - come è successo e sta succedendo con le scrittrici del Fantasy di cui ho appreso molte cose in un incontro di ieri. Ma anche ieri emergeva che la scrittura di autrici donne di questa tipologia di narrativa cambia trasforma la visione del narrato, la struttura, il senso. E nasce da un diverso pensiero Del mondo, da un ragionamento è da un posizionamento che la soggettività storica femminile possiede e condivide per la stessa storia di partecipazione "alla grande storia".

In questo caso non c'è solo al coincidenza dei periodi storici che mi colpisce / questi magnifici complessi "anni 30" --
nel libro di Rosella Postorino c'è la storia tedesca durante Hitler, così come c'è in quello di Helena Janeczek tra Germania anni 30 e Guerra civile spagnola così come quello di Almudena Grandes il cui grande affresco spazia tra la guerra civile degli anni 30, la guerra in Europa, i nazisti del dopoguerra che si rifugiano proprio in Spagna e Argentina e segue queste vicende di questa caccia ai criminali nazisti da parte di quel che rimane della struttura della Repubblica in esilio nel tentativo - vano per il "tradimento" americano - di far cadere la dittatura di Franco, sotto una spinta di condanna della comunità internazionale per la Spagna fasciata che invece non ci fu.
Dei libri di Rosella e Helena ho già detto, vi consiglierei di leggere in sequenza questi tre libri, perché hanno un tratto comune e insegnano a rivedere La Storia partendo da come finanche nei corpi, così come nella battaglia del privato, si svolga la battaglia della
storia.. e le medesime donne con la loro attività - fotografa assaggiatrice, donne comuniste e falangiste - partecipino al cambiamento
Della storia.
Roland Barthes diceva che nel dover raccontare la storia, lo storico la sorvola con la mongolfiera, dall alto di uno sguardo generale.
I romanzieri raccontano la storia i attraversandola a cavallo.
Ecco lasciatevi trascinar nelle storie dentro "la Storia" con il passo orizzontale diretto, individuale, documentato, di queste scrittici che hanno il dono di fare grande narrativa e al tempo stesso illuminare con una diversa prospettiva la storia.
È proprio una rilettura delll'archeologia di una cultura che iniziò con pensatori come Foucault e approda oggi ad una maturazione acquisita di consapevolezza dei "dispositivi" che agiscono e condizionano la storia che trova interpreti migliori - nonostante anche un autore come Arbamburo sia della partita - proprio nelle scrittrici.

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