giovedì 30 novembre 2017

The ballad of sexual dependency" di NAN GOLDIN

The ballad of sexual dependency" di NAN GOLDIN
Bè a me non mi è piaciuta. Anche se ho amato Nan Goldin 15-20 anni fa alle prime mostre italiane che ho visto..Proprio per quella crudezza che oggi mi lascia freddo...
MA forse mi frega ormai l'età. Quella appena passata alla triennale è stata un mostra-movie la sequenza di centinaia di foto in 40 minuti circa. E' una delle sue opere più famose.
Di 34 anni fa. Li dimostra tutti. La gioventù autodistruttiva invecchia ancora prima della gioventù dorata. Questa però on ha avuto - non ha - la capacità di trasformarsi in "mito" come la "gioventù bruciata.
il 1977 sta passando tutto sommato sotto silenzio. In Italia e in UK, certo non mancano mille occasioni, ma si capisce che dureranno come quella stagione, si consumerà in un grido, per quel che era.
Goldin aveva iniziato prima, intorno al 71, nella new york tossica di velluto e sotterraneo.
iniziava a prendere degli appunti con la macchina fotografica nelle serate i newyorkesi - e poi nei vari downtown di Boston, New York, Londra, Berlino, tra gli anni ’70 e ’80 e continuerà fino a questi primi anni in cui esplode l'eroina, nel girone carnevalesco e dantesco dell' edonismo una pecie erò di Lussuria post-punk.
The aBAllad è una sorta di diario degli amici - sfatti o strafatti - diciamo n selfie ante- litteram - GOldin si
fotografa anche con le ferite che il fidanzato le aveva lasciato picchiandola (che differenza di sensibilità, no?)
Un racconto in 700 fotografie che è appunto una psecie di i biografia o autobiografia dedicata alla sorella morta suicida a vent'anni e anche la fotografia di un'epoca. A cavallo tra gli anni 70 e gli 80, sorta di documento storico però per certi aspetti oggi fa un effetto distante e muto...almeno a me.
Sono anni di formazione per la mia generazione che fiorisce e sfiorisce nel giro di un weekend postmoderno.
Gioia, noia, paranoia.
THe Ballad è una delle opere più famose di questa grande fotografa americana dentro ci sono anche icone come Andy Warhol Keith Haring tanti altri ....anche la musica che accompagna dovrebbe essere una colonna sonora, ma è anche sbagliata e scontata, quasi camp, nel mettere l'italiana "mamma" con le mamme che allattano.. e c'è una volontà di muso duro quasi eccessiva, manco i bambini ridono, nessuno ride....Dilaga il predominio della occhiaia, dei denti gialli delle sigarette, delle droghe, Zero sorrisi, case e interni sporchi ma ormai sembra un'iconografia costruita ad arte.
Più di quello che fosse al'epoca..
Insomma è un po' da "estetica del marcio" che per certi aspetti è anti- bellezza che però sta ispirando forse anche molto una certa "anti bellezza della moda" molto mainstream...
Oppure l'estetica della nuova linea Gucci
-
Ecco anche Nan Goldin oggi inscrive quella storia in questa riscrittura modaiola del "imperfetto" del "camp-trash-indie" alternativo
Magari il ventenne rimane sicuramente da un lato impressionato dall'estremo anni 70,una specie di esaltazione del Sottobosco Urbano giovanile : è tipico di ogni generazione giovane una certa sfrenatezza o deragliamento di droghe di alcool, Naturalmente differenti sono le epoche e le situazioni...
Ecco però è come hai fatto un effetto di estremo misurato ad arte.
Insieme alla mostra, ho visto il film collegato, "Nico 1988" che è un film bellissimo, che riporta si a quegli anni, ma raccontati dal punto di vista della decadenza che è una decadenza dell'età.
Si ricollega alla generazione che può essere sollecita melanconicamente dalla mostra di Nan Goldin..ma che è oggi anche super acquirente giovanile di moda -e sono anche genitori di quei ventenni che a loro modo vanno a cercare nell'armadio di papi & mami...
c'è tutto un disegno immaginario che sta cercando di parlare e riparlare alle generazioni che sono stati giovani sfruttando Da un lato la loro voglia di essere ancora attivi e dall'altra quella della nostalgia. ( l'emblema sicuramente più evidente è la riunione vecchi decrepiti Delle Band degli anni 70 ).
per ora se attingono non è stato dato di vedere,
culturalmente è ovviaente tutto molto più pulito, tutto questo sporco degli anni 70 dei Padri è un po' come se fosse una consegna di una merda, l'offerta su un piatto d'oro di una cola con cui fare un'installazione ...
un senso di colpa , un marcio shakespeariano che la generazione dei Padri ex fricchettoni ex punk rockettari ha consegnato ai figli, i quali da un lato magari prendono questo aspetto ribellistico, ma forse dall'altra lo "consumno" come forma pop e se ne scarica la portata esemplare vera, diventa maniera - scaricano un'energia aggressiva...
Wannabe Hamlet.



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